IDD e polizze assicurative verso un orizzonte sostenibile

IDD e polizze assicurative verso un orizzonte sostenibile

 

  • Il settore finanziario è un attore chiave nella lotta ai cambiamenti climatici, grazie alla sua capacità di attrarre e indirizzare i capitali privati verso investimenti sostenibili
  • La Commissione europea ha previsto un pacchetto di misure specifiche che fanno leva anche sulle nuove direttive Mifid II e Idd, puntando sul ruolo chiave della consulenza finanziaria

Fotografia di Marco Caldana, presidente di Farad Group

 

La normativa Idd introduce l’obbligo di considerare, in fase di valutazione di appropriatezza dei prodotti assicurativi di investimento, le eventuali preferenze della clientela per quanto riguarda i principi ambientali, sociali e di governance (Esg) dell’investimento

Può una polizza vita contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici? We Wealth lo ha chiesto a Marco Caldana, presidente di Farad Group, che ha spiegato che la nuova direttiva europea Idd sulla distribuzione assicurativa offre oggi un’opportunità unica. In cosa consiste?

 

 

 

 

Caldana, proviamo a ripercorrere le tappe più importanti di un percorso non facile di lotta ai cambiamenti climatici intrapreso a livello globale. Cosa emerge?

La comunità scientifica ha chiarito che i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale sono prevalentemente conseguenze dell’antropizzazione, dell’insieme degli interventi dell’uomo sull’ambiente naturale. I livelli di inquinamento sempre più elevati, l’anidride carbonica prodotta con la combustione e gli interventi di deforestazione aumentano a dismisura l’effetto serra e il surriscaldamento globale, provocando effetti drammatici sul delicato equilibrio dell’ecosistema.
Le conseguenze e i rischi sono noti: scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari, fenomeni meteorologici estremi, siccità, incendi boschivi, inondazioni, degrado dei terreni coltivabili, impoverimento delle riserve idriche di acqua dolce, conseguenti fenomeni migratori di massa e conflitti sociali. Pericolo per la biodiversità e rischio di estinzione di specie animali e vegetali.
Elevati i rischi per la salute umana con l’aumento dei decessi soprattutto tra la popolazione anziana a causa di ondate di calore o freddo estremo (20.000 le persone decedute in Europa nell’estate del 2003).

Senza una lotta condivisa e coordinata a livello globale, i costi diventeranno insostenibili?

L’accordo di Parigi sul clima siglato il 12 dicembre 2015 è un accordo universale che fissa impegni equi e ambiziosi. L’Accordo fissa un obiettivo a lungo termine volto a limitare l’aumento della temperatura ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali con l’intento di contenerlo entro 1,5°C. Il raggiungimento di questi obiettivi richiede un importante sforzo finanziario stimato in 180 miliardi all’anno che gli stati e il settore pubblico da soli non sono in grado di garantire.

In questo scenario, qual è il ruolo del settore finanziario?

La comunità internazionale ha identificato il settore finanziario come attore chiave nella lotta ai cambiamenti climatici, grazie alla sua capacità di attrarre e indirizzare i capitali privati verso investimenti sostenibili.
La Commissione europea ha pubblicato nel 2018 un “Piano d’azione per finanziare la crescita sostenibile”, prevedendo con un pacchetto di misure specifiche che fanno leva anche sulle nuove direttive relative ai mercati degli strumenti finanziari (Mifid II) e la direttiva sulla distribuzione assicurativa (Idd), puntando sul ruolo chiave della consulenza finanziaria.

In particolare, cosa devono fare le imprese di investimento e i distributori di prodotti assicurativi?

Le imprese di investimento e i distributori di prodotti assicurativi devono offrire prodotti adeguati alle esigenze dei clienti sulla base delle informazioni richieste alla propria clientela, attraverso i questionari di demand & need e adeguatezza.
Raccogliere in questa fase del processo consulenziale informazioni sulle preferenze dei clienti riguardo a fattori ambientali, sociali e di governance (Esg – Environmental, social and governance) e tenerne conto nella valutazione della gamma di strumenti finanziari e assicurativi da raccomandare in fase di selezione del prodotto e di valutazione dell’adeguatezza, può svolgere un ruolo centrale nel riorientamento del sistema finanziario verso la sostenibilità.
Starà quindi anche alle imprese di assicurazioni saper cogliere questa opportunità, sviluppando prodotti che possano soddisfare tali esigenze di sostenibilità, tenendo inoltre conto, aspetto determinante nella valutazione dell’investimento, che studi e ricerche hanno dimostrato come un accurato processo di istruttoria Esg tende a individuare con anticipo quei fattori di rischio che l’analisi tradizionale non può cogliere, mettendo quindi più al riparo chi investe. Inoltre aziende con livelli di sostenibilità migliori hanno più probabilità di riuscire a fronteggiare fasi negative, offrendo performance e stabilità.